35° corsa dei vovi – 06/04/2015 – Selvana di Treviso (TV)

Distanza: 17,80km
Tempo: 1h 28min

Dopo la stancante (e parecchio “nutriente”) giornata di Pasqua, la voglia di correre oggi era un pò scesa, specie perchè mi aspetta poi la tradizionale grigliata di pasquetta, parimenti se non ancor più pesante della giornata appena passata.

Ma il sole mattutino e il pensiero alla Due Rocche che si avvicina mi tolgono ogni dubbio.
Passo a prendere A. e si parte alla volta di Selvana di Treviso, per la tradizionale Corsa dei Vovi;
tre i percorsi programmati: 7,3km, 12,3km e 17,3km, ma quando arriviamo notiamo che le distanze son state modificate e i nuovi chilometraggi sono: 7,3km, 10,6km e 16km.

Optiamo per i 16km, in quanto il percorso intermedio è stato ridotto e la nostra idea era di farne almeno 12 oggi, cercando di tenere un passo “decente”.

Dopo 5 km il primo rifornimento, acqua frizzante e thè caldo, pazienza andrà meglio al prossimo (in realtà questo sarà l’unico, ma lo scopriremo solo più tardi).
Al settimo chilometro passiamo a fianco al traguardo, non c’è nessuno che ci spiega dove andare, c’è chi attraversa la strada, chi chiede informazioni, chi spera di essere sulla strada giusta (come noi).
Capiamo che trattasi di un percorso su un circuito (errore nostro non aver letto bene il volantino), ma manca completamente ogni indicazioni e soprattutto i conti che facciamo io e A. non tornano mai!

Se il primo giro è stato di 7,5km, come può esserci un percorso di 10,6km? e quello da noi scelto di 16km?

Il secondo giro segue un percorso leggermente più corto del primo, ma quando transitiamo sul traguardo (la seconda volta) il mio Garmin segna 12,5km (e un tipo, un volontario credo, urla a chi sta arrivando “di qua i 12 e i 14″…..i 14? che percorso c’è oggi di 14 chilometri?), dunque un pensiero sorge spontaneo: “l’ultimo giro è più corto, o oggi faremo più km del previsto?”

infatti, al sedicesimo km siamo a 2 km del traguardo, e le mie gambe e le mie motivazioni sono ormai scese sotto le suole; già, psicologicamente mi ero preparato a farne 12, poi ho accettato di allungare a 16, ma 18 proprio non sono riuscito a metabolizzarli!

Stanchi, e un pò contrariati per questa serie di inconvenienti, ci dirigiamo verso il capannone dove finalmente si svela il nome della corsa: già, tradizione vuole che si debba pescare un uovo sodo, e se questo ha un numero scritto sul guscio si vince un premio!

Già..peccato che uno speaker sta appunto spiegando che sono finite le uova…

Torniamo dunque a casa, stanchi, e con l’amaro in bocca, ma sicuramente con un bell’allenamento sulle gambe..


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