Venice Marathon – Venezia (VE) – 27-10-2013

Distanza: 42.195 km

Tempo: 04h41m17s
CE L’HO FATTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!
42km di fatica, sudore, dolore…ma sono arrivato alla fine, senza camminare mai, senza arrendermi mai…
….prima con le gambe…poi con la testa…infine con il cuore….
Ma partiamo dall’inizio.
Sveglia ore 05.00, piatto di pasta per fare il pieno di carboidrati..ne lascio li mezzo, la pasta a queste ore decisamente è dura da buttar giù!
La sacca è già pronta, prendo una gatorade e una banana;
ore 05.50: salgo in auto e mi dirigo alla casa di V.
ore 06.00: partiamo e arriviamo a Mestre alle 07.00 circa;
ore 07.00: aspettiamo l’autobus che ci porterà a Strà;
ore 07.30: saliamo sull’autobus, in piedi;
ore 08.00: arriviamo a Strà dopo mezzora di viaggio;
08.00 – 09.00: girovaghiamo in attesa della partenza;
09.00: entriamo nella nostra griglia di partenza! finalmente!
già, è stato un travaglio il solo arrivare alla zona di partenza, ormai son già 4 ore che sono in piedi, e mi aspettano “solo” 42 km di corsa!
ma alle 09.35 riusciamo finalmente a partire.
I primi chilometri scorrono abbastanza tranquilli, vediamo davanti a noi il pacer delle 4h30 e pian piano lo superiamo, convinti di voler e poter chiudere a 4h (………); già al 10° km però inizio a sentire un leggero calo di energie, probabilmente il troppo tempo passato tra la colazione (un pò scarsa) e la gara ha ridotto la mia riserva calorica, ma al rifornimento faccio il pieno di sali minerali e torno come nuovo.
La corsa scorre tranquilla, si passa per Mira e Oriago e ogni 2/3 km dei gruppetti musicali a lato del percorso allietano la nostra corsa; e poi tante tante persone ai lati che incitano e applaudano al nostro passaggio; devo ammettere che sono e saranno d’aiuto per noi (pseudo) atleti tutte queste “distrazioni”; sentire qualcuno gridare “vai andrea” (c’era il nome sul pettorale..nda), vedere i bambini che allungavano le mani verso di noi per farsi dare il 5, o sentire il signore urlarci “dai dai forzaaa, che a venessia ghe xe a Belen”, ci ha aiutati davvero a rilassare la mente, a distrarla dalla fatica.
Arrivamo a Marghera al 20°km dopo 2h12.
Fin qui, il tempo è volato, davvero.
Poi iniziano i primi problemini.
Gli adduttori iniziano a indurirsi, i quadricipiti pure, mentre i polpacci resistono ancora qualche km;
ma il problema vero sono le scarpe; le mie care scarpe che finora avevo sempre lodato, oggi mi danno il tormento; le dita dei piedi sembrano scoppiare e mi impediscono di correre liberamente come dovrei.
Arrivo un pò affaticato al 25° km, al rifornimento bevo e mangio e mi riposo qualche minuto, allungo i poveri muscoli indolenziti e trovo un pò di sollievo ai quadricipiti che stavano prendendo la consistenza del cemento armato.
Poi si riparte e miracolosamente torno a correre volentieri, senza troppi patemi, alla volta del parco San Giuliano.
Al 30° sto abbastanza bene, anzi, sono molto fiducioso nelle mie possibilità, e dentro di me credo fortemente che riuscirò a terminare la corsa con serenità e senza troppa fatica…
Faccio il pieno al rifornimento e riparto, sempre fiducioso.
Arrivo al ponte della LIbertà, che mi porterà finalmente a Venezia, e mi sento ancora abbastanza bene (e mi avevano detto “se arrivi al ponte con un pò di forze, vai tranquillo che poi arrivi di sicuro alla fine”).
Inizio a percorrerlo, e mi sembra di essere in quei film in cui le strade sono invase dagli zombie!
Già perchè le persone iniziano a correre con andature più incerte, più “ondeggianti”, molti camminano, o si trascinano;
e poi, il silenzio.
Fino al 30° km diciamo, si sentiva sempre qualcuno che chiaccherava, che scherzava, qualcuno ai lati delle strade che ci incitava;
ma qui sul ponte non ci sono persone ai lati delle strade, e gli atleti non hanno più la forza per chiaccherare o per scambiare anche solo qualche semplice parola.
Silenzio.
Il ponte è infinito, lunghissimo, non si arriva più alla fine; controllo il Garmin e faccio il calcolo del tempo che mi manca per finirlo;
ma l’andatura diminuisce dunque rifaccio il calcolo; poi ricontrollo e son passati appena 300mt dall’ultima volta che l’avevo guardato..
poi finalmente arrivo alla fine!…e vedo che è in salita!! nooooooooooooooo!!!!!
ma si supera anche questa.
Sono a 4h31, e sono stanchissimo, il pensiero di fermarmi e di finirla camminando mi sfiora continuamente, ma lo allontano e lo allontano ancora, perchè mi son ripromesso di non camminare;
correre pianissimo va bene, camminare no.
Iniziano i ponti! evvai!
Ogni ponte è segnalato con un cartello che indica il numero di ponti che mancano alla fine.
14…
e andiamo, questo semplice fatto del countdown dei ponti mi metta di buonumore!
13..12..11..10…
e la gente che ci incita ai lati, tranne il simpaticone che mentre chiaccherava con la sua ragazza l’ho sentito dire “ma ancora ne arrivano??” (……).
9…8…7…
e arriviamo in piazza San Marco, bellissima e piena di gente che batte la mani, che urla, e ormai la fatica è un ricordo, perchè sento già il profumo del traguardo!
ULTIMO CHILOMETRO!
6…5…4…3….2….
e quando vedo il ponte con il cartello “1”…bè, quando vedo quel cartello inizio a sentirmi orgoglioso di quello che ho fatto, di quello che sono riuscito a fare oggi.
Ultimi 50mt, e il traguardo.
Fine.
04h46min22s
Io e V. arriviamo insieme, dopo questa lunga corsa, soddisfatti di averla “portata a casa” anche se ben oltre le 4 ore.
E’ stata immensamente dura, questa maratona ha davvero messo alla prova il mio spirito e il mio carattere, ma l’ho finita.
E anche se sono arrivato 4425°…
oggi, io ho vinto.
venicemarathon 2013
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