2° Pramper Race – Forno di Zoldo (07-07-2013)

Distanza: 12km D1200+
Partenza: 848 m s.l.m.
Arrivo: 1857 m s.l.m.

posso tranquillamente e pacificamente affermare che tale corsa è stata la cosa più dura che io abbia fatto in vita mia! Ma ne è valsa decisamente la pena, in quanto non capita tutti i giorni di correre in questi magnifici posti.

Partenza ore 07.00, io, V. e un suo amico, L.
115km, alle 08.30 siamo a Forno di Zoldo, pronti per partire!
Alla partenza ci rendiamo conto di essere probabilmente i corridori che arrivano da più distante, di fatto tutti quelli che ci circondano parlano in dialetto bellunese (e siamo anche gli unici, o quasi, che sono seduti al bar a bere il caffè anzichè fare stretching o riscaldamento…).

Pronti partenza via!
Qualche metro di piano, poi leggera salita, poi salita un pò meno leggera, poi salita non di certo leggera, poi salita che non si può di certo chiamare leggera!
Salita continua, non mollava mai, sempre su, sempre verso l’alto, sempre; i pochi tratti in cui la pendenza era sotto il 5% erano una manna dal cielo.
Parecchie volte mi son ritrovato davanti atleti che anzichè correre, camminavano, tale era la pendenza del percorso; e io, che di camminare non ne avevo l’intenzione (per scelta), li superavo pian piano, in quanto tra correre e camminare cambiava ben poco.

Ogni rifornimento era più che gradito, alla pari di un’oasi in un deserto, in quanto a pochi km dall’arrivo la stanchezza era giunta a livelli mai provati; i muscoli delle gambe dolevano dal primo all’ultimo, avevo il fiatone, e essendomi dimenticato di far ripartire il gps dopo un rifornimento (…) non sapevo se mancavano 2 o 4 km alla fine (grossa differenza in quelle condizioni!).

Poi il percorso inizia a scendere, finalmente, e mi diverto pure a correre in discesa per i sentieri stretti di montagna, tra rocce e arbusti; sarà che ero abituato a farli con le scarpe da trekking, attento a dove appoggiare i piedi, pian piano per non rischiare di scivolare…e oggi li sto facendo con scarpe da ginnastica, e di corsa!!

E poi, infine, scorgo l’arrivo! Passo sotto il traguardo, mi danno una medaglia e mi stringono la mano, mi fanno i complimenti…e sono arrivato 81°!!!
(piccolo plauso alla signora che è arrivata appena passate le 3 ore limite ed era un pò spaesata e stranita…e ti credo, avevano tolto l’arrivo!! mi ha fatto un pò pena, ma anche un pò ridere la situazione, lo ammetto…Signora, è stata brava lo stesso, glie lo assicuro!)
Ci ritroviamo tutti e tre, si mangia la pasta tutti assieme, grappino al Rifugio Pramperet e ritorno a piedi in paese.
Partenza e pit stop all’Insonnia, locale in tipico stile montanaro tutto in legno senza tovaglie; niente acqua minerale ma solo di fonte, in caraffa, fiaschi di vino sul tavolo, accoglienza spartana; simpatico cameriere (al quale non abbiamo neanche avuto il coraggio di chiedere il listino..), un buon caffè e via di nuovo verso casa.

Bella esperienza, ci tornerò sicuramente!

percorso e altimetria

percorso e altimetria

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